Strade di solidarietà

Quando, al principio degli Anni Novanta, anche l’Italia iniziò a conoscere il fenomeno dell’immigrazione di massa dai paesi dell’Est, in particolare dall’Albania, dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, e dall’Africa e dall’America Latina, don Serafino, acquisendo consapevolezza delle difficoltà e delle sofferenze di queste persone che abbandonavano la loro terra, spesso definitivamente, in cerca di condizioni di vita più umane in paesi stranieri, venendo non sempre accolti benevolmente, si attivò in loro favore, aiutandoli in primo luogo a fare fronte alle esigenze primarie della sopravvivenza, quindi nella ricerca di un alloggio e di un lavoro, assistendoli nella compilazione e nella presentazione dei documenti atti a regolarizzare la loro posizione e per ogni loro altra necessità.

A causa della grave crisi economica iniziata da alcuni anni, determinando purtroppo gravi situazioni di dissesto economico e di disagio sociale anche nel nostro territorio, in particolare ai danni delle categorie più deboli e meno protette, disoccupati, emarginati, anziani soli, immigrati, ecc., è divenuto imperativo categorico che le associazioni filantropiche ed umanitarie si attivassero per rispondere a quest’emergenza, facendo fronte comune contro le vecchie povertà, aumentate e aggravatesi, e contro quelle nuove sempre più virulente.

Seguendo, pertanto, l’esempio offertoci dalla magistrale figura del suo Fondatore, più vivo che mai in spirito, nonostante il tempo trascorso dalla sua morte, il Grimm ha ridato vita, ormai da parecchi anni, anche a forme di aiuto e di assistenza a persone bisognose nel territorio locale come già faceva don Serafino.

È nata, in questo modo, l’iniziativa “Strade di Solidarietà” con la quale si consegna ogni quindici giorni una borsa di generi alimentari a circa un’ottantina di famiglie bisognose sparse sul territorio.

Anche dal punto di vista dell’integrazione, il Grimm, in collaborazione con il “Centro don Serafino Ronchi” di Vighizzolo di Montichiari (BS) è attivo nell’aiuto e nell’integrazione di un gruppo di giovani rifugiati cercando di inserirli nella realtà locale anche con l’avvio a piccole forme d’integrazione sociale e di lavoro sul territorio.

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